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Content marketing

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3 motivi per cui la tua content strategy sta fallendo

Ti sei mai chiesto perché alcune aziende riescono a vendere online i loro prodotti e servizi, mentre tu fatichi così tanto?

Cosa hanno capito i tuoi competitor, che tu non sai? La loro marketing strategy funziona e i loro contenuti sembrano essere al gusto di vaniglia: dolci, ammalianti, piacciono a tutti o quasi.

Perché i tuoi no?

Se i tuoi pensieri vagano sconsolati nelle fitte e oscure foreste dei “perché” e i tuoi contenuti ti restano appiccicati come l’umidità, qui potresti trovare le risposte che vai cercando.

Marketing strategy: i contenuti sono alla base del tuo blog

Ci sono tanti motivi per i quali i tuoi contenuti non riescono a farti incontrare i potenziali clienti ed è per questo che, forse, ti sembra tutto così difficile.

La maggior parte dei contenuti sono ammassi di parole inutili, pagati quattro soldi e creati con lo scopo di popolare siti web nati con investimenti faraonici. Enormi e lussuosi Titanic, destinati ad affondare.

Le tua content strategy è così orribile? Io non credo, ma se i contenuti non funzionano, qualcosa hai trascurato.

Ecco 3 errori che non devi commettere nella tua content strategy.

Blog e content marketing: sei tu al centro o è il tuo cliente ideale?

Forse, pensi che le persone siano interessate alla magnificenza dei tuoi prodotti e servizi, ma credimi: la maggior parte delle persone, se ne frega di te, della tua azienda e anche dei tuoi prodotti. Le persone vogliono risolvere i loro problemi.

Ti faccio un esempio pratico: immagina di essere un rivenditore di cuffie per il nuoto. È giusto soffermarsi sulle caratteristiche estetiche del tuo prodotto o dovresti approfondire gli aspetti più tecnici? A chi vuoi vendere le tue cuffie?

Il nuotatore professionista è più interessato a conoscere la facilità di vestizione e la tenuta in gara. Il suo problema potrebbe essere limitato al fatto che, durante la competizione, quella cuffia non deve scappare via.

La mamma che vuole comprare la cuffia per il bambino da portare in piscina, se ne frega della tenuta idrodinamica. La mamma vuole che la cuffia sia bella, colorata e facile da indossare.

Il nuotatore e la mamma cercano cuffie per la piscina e sono entrambi tuoi clienti ideali: a cambiare sono i benefici a cui sono interessati. Dunque, devi agire affinché i loro interessi siano soddisfatti. Questo vuol dire che dovrai creare due contenuti diversi che portano alla stessa soluzione: vendere le tue cuffie.

Certo, è un esempio banale, ma spero tu abbia compreso: devi fornire contenuti incentrati sulle sfide che il tuo target di riferimento deve affrontare.

Marketing strategy: stai sottovalutando gli intenti di ricerca

Quando scrivi un contenuto devi sapergli affidare un messaggio chiaro: deve essere una freccia che punta dritta al centro di un obiettivo. E uno soltanto.

Immagina i tuoi contenuti mentre navigano nelle SERP: stanno ammiccando alle persone giuste nel momento esatto del loro viaggio alla ricerca di una soluzione? Oppure, sono generici? La pesca a rete non funziona con il content marketing, perché le persone non sono pesci.

Oggi, in cui gli accessi al web, e di conseguenza le ricerche, avvengono soprattutto da mobile, è ancora più importante cogliere l’intento di ricerca delle persone. Devi creare contenuti capaci di agganciare l’attenzione delle tue buyer personas, in ogni momento del loro percorso verso l’acquisto di un prodotto o servizio.

Già nel 2015, Google ha delineato dei micro moments nel percorso di acquisto delle persone online. Vederli ti aiuterà a farti un’idea più chiara di cosa intendo, quando ti parlo di “capire l’intento” delle tue buyer personas.

micro moments sono punti di contatto tra i bisogni espressi dalle persone in un preciso momento e i tuoi contenuti: se non coincidono, hai fallito. Quindi, devi saper anticipare i bisogni del tuo cliente ideale, essere utile e pertinente, con l’esigenza di quel preciso momento e rendergli le cose facili.

Vediamo i 4 micro moments che Google ha rilevato:

#1 Voglio sapere: le persone non hanno alcuna intenzione di acquistare. Stanno cercando informazioni per soddisfare una curiosità o per valutare un’idea.

#2 Voglio andare: le persone manifestano chiaramente il bisogno di recarsi in un luogo, per esempio il tuo negozio. Creare contenuti che conducano a te e si facciano trovare in questo momento, accresce le probabilità che le persone ti prendano in considerazione.

#3 Voglio acquistare: in questo momento le persone sono pronte ad acquistare, ma non hanno ancora scelto da chi. So che stai sbavando di gioia e che questo è il tuo momento preferito, ma smetti di sognare e pensa: hai creato contenuti pronti ad attrarre le persone verso le tue offerte?

#4 Voglio fare: le persone manifestano l’intenzione di ricerca delle informazioni. Vogliono imparare, sapere come fare una determinata cosa: è il momento how-to. Agganciare le persone in questi momenti vuol dire iniziare una relazione di fiducia. I tuoi contenuti devono essere capaci di coinvolgere e fidelizzare: devi restare impresso nella loro memoria, grazie all’utilità delle tue informazioni.

Quello che devi fare, è creare contenuti capaci d’intercettare le intenzioni delle persone. Ecco perché devi curare ogni aspetto del tuo sito web. Dal blog post, al micro contenuto in home page, tutto concorre a creare un punto di contatto con il tuo target di riferimento.

Marketing Strategy: non stai usando le parole chiave giuste, per gli intenti di ricerca

Contesto e rilevanza semantica dei tuoi contenuti sono sempre più considerati da Google, ma ciò non ti esenta dalla ricerca e dall’utilizzo delle parole chiave (keyword e long tail keyword).

Per sviluppare un linguaggio chiaro e familiare alle tue buyer personas devi cogliere le parole che sono soliti usare. Dunque, la scelta delle keyword è importante, perché sono l’astrazione delle query legate alle intenzioni di ricerca delle persone.

Questa è l’arte che traduce i tuoi contenuti nella lingua che i tuoi clienti ideali usano. Solo così riuscirai a creare dei contenuti cuciti su misura per loro e riuscirai a rispondere ai diversi tipi di search intent che possono manifestare.

Gli intenti di ricerca nel content marketing sono suddivisi in quattro macro gruppi e s’incastrano alla perfezione con i 4 micro moments che Google ha rilevato:

  • Intento informativo: cercano informazioni per iniziare a farsi un’idea.
  • Intento navigazionale: cercano un blog o sito web specifico
  • Intento commerciale: vogliono comprare qualcosa e stanno cercando la soluzione giusta per loro.
  • Intento transazionale: sono pronte all’acquisto, sanno cosa vogliono e stanno cercando l’offerta migliore.

Ma come puoi trovare le parole giuste per comprendere gli intenti di ricerca delle persone?

Fare una corretta e approfondita keyword research è sicuramente complesso. Eppure qualche soluzione alternativa agli strumenti specifici c’è e deve essere usata:

  • Sfrutta i suggerimenti di Google quando digiti parole o frasi nel campo di ricerca.
  • Usa Google trends, per monitorare l’andamento degli argomenti correlati al tuo settore.
  • Studia i dati offerti da Google analytics: chi sono le persone che stai intercettando sul tuo sito?
  • Guarda quali sono gli argomenti di tendenza sui social media. Usa tool come Buzzsumo o affidati agli hashtag sui social: Twitter e Instagram.
  • Usa Ubersuggest per un’analisi delle parole chiave.
  • Sfrutta Answer the pubblic per capire cosa e come cercano le persone sul web.

Dovrai attrezzarti per combinare più tool insieme, ma l’importante è aver compreso quali siano gli aspetti da non tralasciare.

Content strategy: i contenuti che funzionano hanno un’anima

Per agganciare i tuoi contenuti alle query di ricerca delle persone, questi 3 punti devono essere chiari nelle tue strategie di content marketing:

  • Per chi stai scrivendo.
  • A quale intento
  • Quali keyword e long tail keyword devi usare.

Occorre essere proattivo, capire chi sonocome ragionanocosa stanno vivendo e dove si trovano le tue buyer personas. Solo così potrai dare un’anima ai tuoi contenuti e fare in modo che le tue content strategy abbiano un riscontro positivo.

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